Il rapporto medico-paziente e, più in generale operatore-paziente, ha subito un netto e percepibile peggioramento nell’ultimo decennio, in termini di fiducia reciproca e di affidamento. Si tratta di un circolo vizioso che nasce da diversi fattori: l’elevamento del livello culturale medio degli utenti; l’obbligo da parte dei sanitari di informare correttamente il paziente di tutto ciò che riguarda la sua salute; le restrizioni economiche del SSN; l’atteggiamento spesso opportunistico di società di infortunistica che aprono controversie inesistenti; la difficoltà degli operatori sanitari ad adattarsi ad un nuovo rapporto con il paziente che non è più “obbligato” a fidarsi del medico, ma che ha facoltà di valutarlo; la crisi
economica crescente e così via. Sono stati analizzati attentamente i reclami ricevuti e i contenziosi della Casa di Cura per identificare le cause principali che hanno condotto a questo scadimento del rapporto fiduciario, spinti anche dal
risultato dell’indagine sul clima aziendale svoltasi all’inizio del 2015 che ha chiaramente segnalato come elemento di maggior disagio nei medici, la paura di essere denunciati dai pazienti.
Si è trattato di un percorso di audit della durata di un anno che ha coinvolto tutti i reparti e tutte le figure professionali in maniera trasversale, al fine di identificare tutte quelle buone pratiche che potessero restituire fiducia a questo fondamentale rapporto. Al termine del percorso si misurato: nel breve termine la riduzione dei rischi e il miglioramento della soddisfazione, nel lungo termine (5 anni) la riduzione dei contenziosi.

Tra il materiale riportato in allegato troverete: il programma dell’audit accreditato, la relazione sul progetto della psicologa e la Best Practice inserita sul sito Agenas - www.agenas.it